17 Dicembre 2008 - Nuova direttiva macchine: Linee guida
Il 29 dicembre del 2009 entra in vigore in tutta Europa la nuova direttiva macchine 2006/42/CE in sostituzione della direttiva 98/37/CE. E’ in preparazione presso la Commissione Europea una guida per chiarirne il contenuto. |
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| Milano, 15 Dicembre |
A maggio 2008 è stata presentata una pubblicazione sulla Nuova Direttiva Macchine edita da ETUI-REHS (European Trade Union Institute for Research, Education, Health and Safety) e dal KAN (Commission for Occupational Health & Standardization). Mette a confronto il testo inglese della nuova direttiva con il corrispondente testo della direttiva 98/37/CE, e si è rivelata uno strumento di facile consultazione assai utile anche in occasione della revisione delle norme armonizzate per l’adeguamento ai nuovi requisiti.
Ispesl ha ritenuto opportuno, pertanto, elaborare un documento analogo per il confronto delle versioni italiane delle due direttive, tenendo conto delle esperienze maturate in Italia nell’applicazione della direttiva 98/37/CE. L’occasione ha permesso di evidenziare anche le difformità fra le versioni italiane e le corrispondenti versioni inglesi, che si ritengono di particolare utilità nell’interpretazione del contenuto tecnico dei requisiti essenziali di sicurezza.
Il confronto fra i testi è stato condotto evidenziando tutte le differenze che possono dare adito a diverse interpretazioni e fornendo commenti esplicativi.
Si è cercato di fornire strumenti utili ad un esame critico della nuova direttiva, esplicitando precise posizioni solamente quando supportate dalle esperienze che derivano dalla partecipazione ai lavori di stesura della Direttiva stessa presso il Consiglio Europeo e dal continuo confronto con i partner europei in occasione delle attività di normazione e di sorveglianza del mercato.
Il contenuto della presente Guida si differenzia notevolmente dalla analoga pubblicazione del ETUI, ma la metodologia di confronto è sostanzialmente la stessa in quanto si è ritenuto utile agevolare il raffronto con un documento che compara le versioni inglesi delle due direttive, versioni che sono di fatto considerate come “originali”.
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fonte: ispesl
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IL NUOVO REGIME DI SCAMBIO SUL POSTO
PARERE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE
l’Agenzia delle Entrate, in questi giorni, ha fornito indicazioni in merito alla disciplina fiscale applicabile al servizio di scambio sul posto di cui alla delibera dell’Autorità per l’ Energia Elettrica ed il Gas n.74/08. |
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| Roma, 2 Gennaio |
Il soggetto titolare di un impianto fotovoltaico può rendere disponibile nel sistema elettrico l'energia rimasta inutilizzata attraverso due modalità alternative: può scegliere di vendere l'energia prodotta al distributore o di fruire del c.d. "servizio di scambio sul posto" (di seguito anche SSP).
La scelta tra vendita e SSP dipende dalle finalità che l'utente intende perseguire: quest’ultimo, in particolare, opta per la vendita quando intende porre in essere un’attività commerciale, opta per il SSP quando vuole semplicemente utilizzare in proprio (ovvero per il soddisfacimento del personale fabbisogno energetico) l’energia che autoproduce.
Ai sensi dell'art.1 , lettera n) della deliberazione dell’Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (anche Aeeg) n.28/06, il "servizio di scambio sul posto" di cui all’art. 6 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, è il servizio erogato dall’impresa distributrice (Enel, Acea, ecc ...) competente nell'ambito territoriale in cui è ubicato l'impianto dell'utente, che consiste nell'operare un saldo annuo tra l'energia elettrica immessa in rete dagli impianti fotovoltaici di potenza nominale non superiore a 20 kW e l’energia elettrica prelevata dalla rete, nel caso in cui il punto di immissione e di prelievo dell'energia elettrica scambiata con la rete coincidono.
Attualmente il SSP, disciplinato con delibera dell’Aeeg n. 28/06, per la finalità che persegue (immagazzinamento virtuale dell’energia elettrica autoprodotta tramite immissione in rete e conseguente prelievo immediato o successivo della stessa) non implica alcuna conseguenza fiscale ed è generalmente richiesto da quei soggetti che realizzano impianti di dimensioni minime in grado di pareggiare tendenzialmente il reale fabbisogno di energia.
Ciò opportunamente premesso, si rileva che, per effetto della deliberazione Aeeg n.74/2008, dal 1° gennaio 2009 le modalità di funzionamento e le condizioni tecnico-economiche del SSP cambieranno. Più precisamente il SSP sarà regolato da una convenzione sottoscritta dall'utente e dal GSE e comporterà per gli utenti nuovi adempimenti in ordine all’immissione in rete dell’energia autoprodotta e al prelievo dell'energia richiesta.
Nello specifico, gli utenti aderenti al servizio di scambio sul posto dovranno conferire tutta l'energia autoprodotta nel sistema elettrico gestito dal GSE e al contempo acquistare, presso il fornitore territorialmente competente, l'energia necessaria a coprire i propri fabbisogni.
Il costo sostenuto per l'acquisto dell'energia (costo di cui l’utente non dovrebbe rimanere inciso, almeno nei limiti dell'energia autoprodotta), sarà successivamente “rimborsato” dal GSE mediante un contributo in conto scambio che sarà quantificato periodicamente in misura pari al minore tra il controvalore dell'energia a suo tempo conferita e il valore dell'energia prelevata presso il fornitore territorialmente competente sarà al netto dell'IVA pagata .
Nel caso in cui il. valore dell’energia elettrica immessa sia superiore a quello dell'energia elettrica prelevata, nella menzionata deliberazione dell'Aeeg n. 74/2008 è espressamente "ritenuto opportuno" che tale maggior valore venga riportato a credito negli anni solari successivi compatibilmente con le disposizioni di cui all’art.6 del citato decreto legislativo n387/2003 .
In sostanza, il SSP manterrà intatta la propria originaria ratio, nel senso che continuerà a concretizzarsi nella riattribuzione del bene energia autoprodotto, pur se quest’ultima avverrà sostanzialmente in modo diverso, ovvero sotto forma di valore monetario e non più di quantità espressa in termini di energia.
Dunque, mentre attualmente l'utente che usufruisce del SSP preleva dalla rete l’energia necessaria senza sostenere alcun costo nei limiti di quella autoprodotta, in futuro l’utente che fruirà del SSP pagherà l'energia prelevata presso il fornitore esterno, ma sarà rimborsato dal GSE del costo sostenuto per un importo pari ai minore tra il valore dell'energia prodotta e quella acquistata, maturando un credito - in termini monetari - in relazione all'energia eventualmente immessa in in misura superiore a quella acquistata.
L'operazione di "scambio sul posto" - così come costruita dalla menzionata delibera n.74/2008 (immissione in rete dell'energia da parte dell'utente e corresponsione di un contributo da parte GSE) - viene a configurare, a ben vedere, un contratto di vendita di energia in base al quale l'utente s'impegna a conferire l'energia autoprodotta a GSE e quest'ultimo, al contempo, si obbliga corrispondere all’utente stesso un importo – il contributo in conto scambio - che assume natura corrispettivo. In sostanza - in seguito alle predette modifiche - gli utenti percettori del contributo in conto scambio vengono a configurarsi, in linea generale, come produttori e venditori di energia dovranno adempiere alle relative obbligazioni fiscali, già illustrate con circolare n.46 del 19 luglio 2007, punto 9.2.1.
Nello specifico, il contributo in conto scambio, assumerà fiscalmente il seguente trattamento :
1. Persona fisica o ente non commerciale
a) impianti posti al servizio dell'abitazione o della sede dell'ente non commerciale, fino a 20 kW di potenza: qualora l'impianto, per la sua collocazione (ad esempio, sul tetto dell’abitazione o su un'area di pertinenza), risulti installato essenzialmente per fare fronte ai bisogni energetici dell’abitazione o sede dell’utente (ovvero per usi domestici, di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, ecc. e, a tal fine, l'impianto risulti posto direttamente al servizio dell'abitazione o della sede medesima) si ritiene che 1'immissione di energia in rete per effetto del servizio di scambio sul posto non concretizzi lo svolgimento di una attività commerciale abituale e che il relativo contributo in conto scambio erogato dal GSE non assuma rilevanza fiscale.
Diversamente, se l’impianto è di potenza superiore a 20kW, nella. considerazione che , impianti di dimensioni maggiori siano realizzati da soggetti che debbano soddisfare esigenze diverse da quelle strettamente privatistiche di un’ abitazione o di una sede di un ente non commerciale, l'energia prodotta e immessa in rete dovrà essere considerata come ceduta alla rete medesima nell'ambito di un'attività commerciale (vendita di energia) e il contributo in conto scambio costituirà un corrispettivo rilevante sia ai fini dell’IVA che delle imposte dirette. In tale ultimo caso, gli utenti dovranno emettere fattura nei confronti del GSE in relazione al corrispettivo di cessione;
b) impianti diversi: quando l'impianto, per la sua collocazione, non risulti posto al servizio dell'abitazione o della sede dell'utente (ad esempio, perché situata su un'area separata dall’abitazione e non di pertinenza della stessa), l'energia immessa in rete per effetto del servizio di scambio sul posto dovrà essere considerata ceduta alla rete medesima nell'ambito di un'attività commerciale, perciò rilevante sia ai fini dell’IVA che delle imposte dirette.
Gli utenti, quindi dovranno emettere fattura nei confronti del GSE in relazione al corrispettivo di cessione;
2. Imprenditore o soggetto passivo IRES
il contributo in conto scambio costituirà un corrispettivo rilevante sia ai fini dell’IVA che delle II.DD.; l'utente dovrà emettere fattura nei confronti del GSE in relazione al corrispettivo di cessione;
3. Lavoratore autonomo
il contributo in conto scambio costituirà un corrispettivo rilevante ai fini dell’IVA e delle II.DD., tuttavia, poiché tale corrispettivo è relativo allo svolgimento di un’attività diversa da quella professionale esercitata, il contribuente dovrà tenere per la produzione e cessione di energia una contabilità separata ai sensi dell'art.36, secondo comma, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, e fatturare al GSE l’importo percepito.
fonte: Comunicato Agenzia delle Entrate
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ELETTROTECNICA ED ELETTRONICA: RISULTATI '08 e PREVISIONI
DALL'OSSERVATORIO CONGIUNTURALE ANIE
Risultati quadrimestrali e Preconsuntivi 2008 per i settori dell'Elettrotecnica e dell'Elettronica in Italia, da una sintesi del rapporto recentemente pubblicato dell'Osservatorio congiunturale ANIE. |
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| Roma, 2 Gennaio |
Nell'edizione dell'Osservatorio congiunturale pubblicata nello scorso mese di luglio l'incertezza del quadro congiunturale era già evidente, con i rischi connessi per la crescita e la solidità del quadro economico.
Oggi la crisi è arrivata con tutta la sua durezza e sta assumendo toni sempre più critici.
Le tensioni sui mercati finanziari si sono molto aggravate da settembre 2008.
Alcune importanti istituzioni finanziarie statunitensi ed europee ne sono state colpite, un calo di fiducia ha investito la finanza internazionale dando vita a uno scenario inatteso e preoccupante.
Il contagio all'economia reale è ormai una realtà. Consumi ed investimenti risentono del diffuso clima di sfiducia e del taglio delle decisioni di spesa di famiglie e imprese in risposta a un futuro più incerto. Tendenze recessive accomunano tutte le maggiori economie, dentro e fuori l'Unione europea, causate essenzialmente da shock sul fronte delle commodity (in via di rientro), scoppio della bolla immobiliare (in riassorbimento), necessità di maggiore risparmio in USA.
Negli ultimi tre mesi le previsioni di crescita per il 2008 e per il 2009 sono state significativamente riviste al ribasso.
Diminuirà sensibilmente nel 2009 l'espansione dei Paesi emergenti, motori dello sviluppo negli anni più recenti, che hanno contribuito per oltre il 50 per cento alla crescita del PIL mondiale nel 2008.
Il rischio di credit crunch e l'incremento del tasso di risparmio americano sono fra i principali ostacoli che freneranno la crescita nei prossimi mesi, rinviando la ripresa al 2010.
La crisi bancaria coglie l'economia italiana, strutturalmente più debole, già in recessione.
Il nuovo scenario economico, meno favorevole, delineato a metà novembre dal Centro Studi Confindustria stima una riduzione del PIL dello 0,4 per cento nel 2008, dell'1,0 per cento l'anno prossimo.
L'Italia non sperimentava un biennio di contrazione dalla seconda guerra mondiale. In un contesto caratterizzato da una decelerazione della crescita internazionale e da un clima non favorevole agli investimenti, le imprese dell'Elettrotecnica e dell'Elettronica sperimentano un 2008 difficile.
I segnali di rallentamento espressi nelle precedenti edizioni dell'Osservatorio si sono ora tradotti in un netto peggioramento dei principali indicatori congiunturali settoriali.
Dopo la tenuta del trend di crescita a fine 2007 e il brusco rallentamento nel primo quadrimestre dell'anno in corso, l'indebolimento dei principali indicatori congiunturali a fine anno si è esteso alle componenti più vitali del settore, erodendo i tassi di crescita messi a segno nel corso dell'ultimo biennio.
Occorre ricordare che le imprese del settore, nel rispondere alle sfide imposte in anni recenti dalla globalizzazione, hanno messo in atto mirate strategie a sostegno del riposizionamento competitivo. L'innovazione di prodotto e di processo ha consentito un significativo miglioramento dell'offerta, a beneficio in primis degli utenti delle reti tecnologiche di cui è fornitrice l'industria Elettrotecnica ed Elettronica nazionale. Il rischio è che il quadro recessivo che si prospetta per l'economia italiana a tutto il 2009 e il rallentamento diffuso nel contesto internazionale, possa vanificare l'elevato impegno, in termini di risorse e strategie, speso dalle aziende.
Tale rischio, in particolare, si conferma più accentuato per quelle imprese di media dimensione, nuove protagoniste dell'industria nazionale, che hanno avviato crescenti strategie di riposizionamento sui mercati esteri.
Il percorso cedente del profilo produttivo del settore è confermato dai più recenti dati diffusi dall'ISTAT, che registrano nel periodo gennaio-settembre 2008 per l'industria Elettrotecnica ed Elettronica una flessione dei livelli di attività di 4 punti percentuali al confronto con l'anno precedente (-2,7 per cento il corrispondente dato per l'industria manifatturiera nazionale).
La distanza dai livelli di picco ciclico di fine 2001 si avvicina ora ai 30 punti percentuali.
I preconsuntivi per il fatturato totale e le esportazioni mostrano un segno negativo che non risparmia le componenti più vitali dell'industria Elettrotecnica ed Elettronica nazionale.
Le forze frenanti non escludono neppure quelle imprese del settore che forti delle recenti strategie di riposizionamento sui mercati esteri sembravano più attrezzate ad affrontare le crescenti difficoltà di contesto.
Un diffuso calo della domanda di tecnologie per l'innovazione infrastrutturale penalizza le aspettative sul fronte interno. Il 2008 si appresta a interrompere un percorso espansivo del fatturato proseguito con diversa intensità dal 2004 (-2,5 per cento la variazione attesa del giro d'affari complessivo; -0,5 per cento per l'Elettrotecnica e -4,5 per cento per l'Elettronica).
E' l'Elettronica delle due aree la più sofferente, penalizzata soprattutto dalle difficoltà degli Apparati e sistemi per comunicazioni (-9,7 per cento) e della Componentistica (-7,4 per cento). Il fatturato dell'Elettrotecnica a fine 2008 si mostra stabile sui livelli dell'anno precedente.
Le imprese fornitrici di tecnologie per le reti infrastrutturali dell'energia, a fronte di una dinamica sostenuta del giro d'affari ancora negli ultimi mesi del 2007, scontano in chiusura 2008 il progressivo ridimensionamento dei programmi di investimento nei principali segmenti di domanda.
Il progressivo indebolimento in corso d'anno delle vendite oltreconfine porterà in chiusura 2008 ad un'inversione del trend che ha caratterizzato le esportazioni settoriali negli anni più recenti (-4,8 per cento la variazione in valore attesa in media d'anno; +1,1 per cento per l'Elettrotecnica e -10,0 per l'Elettronica).
Le esportazioni, e più in generale i fenomeni di internazionalizzazione, sono stati un motore decisivo della profonda ristrutturazione che ha interessato il tessuto produttivo nazionale dai primi anni Duemila.
La portata globale dell'attuale incertezza congiunturale non consente alle imprese, diversamente dal recente passato, di compensare le difficoltà interne consolidando le opportunità di crescita oltreconfine.
fonte: Comunicato Anie
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